Non si deve rimanere in silenzio

Lorena Isceri, una donna, una vita.
Il terribile omicidio di Lorena deve indurre le Istituzioni di questo paese a fare molto di più per far sentire le donne al sicuro, per farle sentire protette dalla presenza del partner violento.
Lorenza, come tante donne, non ha denunciato, non voleva rovinare la vita del suo ex.
Motivazione purtroppo ricorrente tra diverse donne vittime di violenza.
Altre volte non denunciano perché hanno paura, sentono che l’uomo che le minaccia che usa loro le più ignobili vessazioni è più forte della legge, è più forte delle Istituzioni.
Un quadro completamente distorto dello Stato viene percepito dalle vittime.
C’è una responsabilità di ciò, non è possibile il protrarsi di questo scempio: questa estate tante le donne morte per mano dell’uomo violento. Perché non si rafforzano i Centri Antiviolenza fornendo loro più strumenti necessari per intervenire sulla Consapevolezza delle donne? Troppo spesso ignare di poter uscire dal tunnel della violenza, troppo spesso ignare della illegittimità della loro condizione di vittime.
Le leggi le abbiamo, ma la loro applicazione e la loro interpretazione non è sufficiente per intervenire fattivamente sul fenomeno della violenza.
Il problema, a monte, riguarda la cultura, l’uomo si sente il padrone incontrastato: tu sei mia, poiché ti rifiuti di esserlo ti uccido ( come giustamente scrive su un noto quotidiano Michele Serra).

Un crimine contro la Libertà delle donne, che devono essere asservite, in silenzio, al loro marito, compagno o ex. Non hanno il diritto di riprendere in mano la loro vita.
Ma questo è già un passaggio successivo: perché si arriva a dover sperare e aspettare che le donne reagiscano?
Il problema è a monte.
Il problema è cambiare la cultura di questo paese, questo lo si fa intervenendo sulle famiglie, sulle materie di insegnamento ai bambini e agli adolescenti, sulla scuola.
Le famiglie devono intervenire sull’educazione dei figli insegnando loro il Rispetto delle persone, delle Donne, l’intangibilità della Libertà, del diritto alla Libertà.
Rispetto e Libertà.
Le materie di insegnamento: la proposta di legge sull’educazione alla vita sessuo-affettiva è stata purtroppo molto limitata e resa insufficiente da questo governo che di fatto l’ha annullata. Laddove sarebbe stata un passaggio fondamentale per la formazione di una diversa cultura.
E’ fondamentale che sin dall’infanzia i bambini, e poi i ragazzi, imparino cosa è il Rispetto, che comprendano l’inammissibilità e l’illiceità di una condotta di controllo e di dominio che molti maschi esercitano sulle donne. Il diritto all’ Uguaglianza.
Infine la scuola, si dovrebbero sostenere gli insegnanti con corsi specifici sulla violenza domestica, per consentire loro di individuare le difficoltà dei minori vittime di violenza assistita, per intervenire, tempestivamente su principi fondamentali: Uguaglianza, Rispetto, Consapevolezza, Conoscenza.
La formazione per conoscere il fenomeno della violenza domestica merita molta attenzione: esso è un fenomeno a parte, autonomo dagli ordinari criteri di educazione.
Tutti i principi sopra richiamati sono ampiamente regolamentati dalla Costituzione.
La nostra bella Costituzione che dovrebbe essere una delle materie fondamentali da insegnare sin dalla scuola elementare.
Libertà, Uguaglianza, Rispetto, Consapevolezza: l’ordine di intervento sceglietelo voi.

Avv. Simona Napolitani

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