Trasferimento figli in altra città: si o no?

Quando il genitore affidatario vuole trasferirsi in un’altra città con i figli

trasferimento figli in altra città

Uno dei problemi che di frequente si manifesta è quello del trasferimento figli in altra città con il genitore affidatario, presso il quale sono collocati i figli.

Padre e madre litigano. Il padre, che generalmente non è il genitore collocatario, non vuole dare l’autorizzazione. Ed ecco che l’altro coniuge chiede all’Autorità Giudiziaria di esprimersi in merito. Chiede di consentire al ricorrente di andare a vivere in un luogo diverso da quello di residenza comune al padre e alla madre.

Spesso è solo il cambiamento di una città nello stato di residenza, altre volte si richiede l’autorizzazione all’espatrio dei figli minorenni.

Oggi analizziamo il primo caso, quello del trasferimento figli in altra città.

Come tutta la materia del diritto di famiglia, anche in questo caso la soluzione e la risposta a tale tipo di problematica è tutt’altro che univoca.

Qualche caso concreto di trasferimento figli in altra città

Paola, con una figlia di 7 anni a lei affidata, ha chiesto al Tribunale di ottenere l’autorizzazione, negata dall’ex, per trasferirsi con la figlia dal centro al nord Italia. Qui avrebbe avuto un maggior agio, dovuto sia alla presenza dei familiari sia ad un lavoro più idoneo e redditizio.

Il Giudice di primo grado ha negato l’autorizzazione. Il presupposto è stato la necessaria vicinanza della minore anche alla figura paterna, con la quale deve mantenere rapporti significativi e continuativi.

Di diverso avviso il Giudice di secondo grado. Secondo questo le due diverse realtà lavorative, precaria e di poco reddito quella al centro Italia, più stabile più remunerativa quella al nord, sono sufficienti per autorizzare il trasferimento della madre, insieme alla figlia minore, nel milanese.

Lo stesso giudice di primo grado, che aveva negato a Paola di trasferirsi, in un’altra sentenza ha invece dato il consenso a Monica a lasciare il centro Italia per andare al Sud. Ciò a seguito di una richiesta di trasferimento inoltrata dalla stessa madre per ricongiungersi alla propria famiglia di origine.

Con una motivazione assai discutibile, il Giudice adito ha affermato che il figlio minore, di anni 8, si sarebbe trovato bene anche in una piccola realtà del meridione. Grazie anche alla presenza dei nonni materni, con i quali aveva intrattenuto un buon rapporto. E il padre? Al momento, purtroppo, è disperato.

Quale è la migliore soluzione

Come bisognerebbe gestire i casi di trasferimento figli in altra città?

L’allontanamento dei figli dai genitori crea un grande scompenso sia per i minori, sia per gli ascendenti.

Occorre sempre valutare caso per caso. Non bisogna negare mai il consenso quando il genitore non affidatario non esercita con responsabilità il suo ruolo genitoriale. Non bisogna negare il consenso al trasferimento quando il genitore non affidatario dimostra serietà e responsabilità.

Se stai vivendo questa situazione e hai bisogno di un consiglio contattaci subito.

 

Avv. Simona Napolitani
presidente Codice Donna

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