Un bacio forzato

Una recentissima sentenza ha affermato che chi obbliga la moglie a farsi baciare compie il reato di violenza sessuale. Secondo i Giudici di legittimità, è evidente la consumazione di tale reato perché per ottenere un bacio di forza, l’uomo ha stretto il viso della donna bloccandola, per obbligarla a baciarlo. E, contemporaneamente, nonostante la donna tentasse di sottrarsi alla presa, le ha impedito di liberarsi.

Inoltre, il comportamento violento dell’uomo si è verificato nonostante sapesse che la moglie aveva intenzione di separarsi e di allontanarsi da lui.

Importante la motivazione della Suprema Corte, secondo cui affinchè si configuri il reato “non occorre che la violenza sia di forma o veemenza particolare, o, men che meno, brutale e aggressiva, potendo manifestarsi anche come sopraffazione funzionale e limitata alla pretesa dell’assalto”. Pertanto, continua la Corte, è irrilevante che nel caso in esame, il fine del bacio consistesse in un tentativo di riconciliazione con la moglie, perché a pesare è “solo l’indubbia volontà di compiere un atto invasivo e lesivo della libertà sessuale della vittima non consenziente.

Ad avviso di chi scrive, questa motivazione è di particolare importanza, perché diffonde un pensiero ed una cultura che tutela le vittime da qualsiasi forma di abuso. Volendo estendere il pensiero dei Giudici, infatti, si può sostenere che è violenza qualsiasi forma di sopraffazione, non solo fisica, ma anche psicologica, che non è seconda e meno importante di quella sessuale, o di quella economica. Qualsiasi azzeramento e annientamento della personalità della donna è un gravissimo danno, che va eliminato con il diffondersi di una corretta cultura.

Avv. Simona Napolitani

Lascia un commento

X